L’argomento principale di questa nuova edizione sarà l’impatto dei media sociali (blog, YouTube, Siti di social network) sulla società utilizzando la teoria generale dei sistemi e la cibernetica come strumenti avanzati d’analisi.
Nel corso di Modernity 2.0 saranno presentati 50 paper suddivisi in diverse aree tematiche: “Cultura convergente e Pubblici connessi”, “Media, politica e potere”, “Metodologie emergenti”, “Studi di media comparati”. Qui il programma completo dell’evento.
Vincenzo Cosenza, docente del prossimo modulo di SML, ha elaborato una mappa dei social network più popolari a livello mondiale:
Prelevando i dati provenienti da Alexa e da Google Trends for Website Vincenzo ha realizzato una mappa interattiva embeddabile molto interessante a livello di infografica (il tool utilizzato è Many Eyes). La mappa è stata prontamente ripresa anche da TechCrunch.
Questi i trend più evidenti:
- Facebook ha quasi colonizzato l’Europa e si appresta ad estendersi ovunque, nel tentativo di spodestare i social network locali
- QQ, domina in Cina e con i suoi 300 milioni di utenti è il più grande social network del pianeta
- MySpace ha perso la sua leadership ovunque (eccetto nell’isola di Guam)
- V Kontakte la fa da padrone nei territori della Russia
- Orkut rimane forte in India e Brasile
- Hi5 resiste in Peru, Colombia, Ecuador e in altre nazioni come il Portogallo, la Mongolia e la Romania
- Odnoklassniki sopravvive in alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica
- Maktoob rimane la più importante community araba
Nuova ricerca interessante su Twitter pubblicata da Harvard Business: gli uomini hanno il 15% in piu’ di followers rispetto alle donne che in genere sembrano essere meno ossessionate degli uomini dal numero di followers; gli uomini seguono molto piu’ spesso altri uomini piuttosto che donne, in totale controtendenza con quello che accade negli altri social network in cui l’attivita’ degli utenti si sviluppa soprattutto intorno ai contenuti postati dalle donne; ma soprattutto, il 10% degli utenti produce il 90% dei tweets, mentre in genere nei social network il 10% produce solo il 30% dei contenuti, il che rende Twitter piu’ simile a Wikipedia (il 15% produce il 90% delle voci) che a Facebook.
Il dato ha probabilmente a che vedere con due elementi: il primo l’hype su Twitter che ha spinto centinaia di migliaia di persone a provare un servizio senza essere necessariamente interessate ad utilizzarlo; il secondo elemento e’ che rispetto a Facebook o altri social network la dinamica comunicativa in tempo reale di Twitter ha una curva di adozione molto piu’ lunga perche’ il modello comunicativo ambientale che introduce e’ radicalmente opposto alla modalita’ di comunicazione punto-a-punto del modello tradizionale (email, instant messaging ecc.)
Ma visti i dati, la rete comincia a chiedersi se Twitter non si stia trasformando in quacosa di piu’ simile a un medium di massa piuttosto che una piattaforma di comunicazione peer-to-peer in cui tutti comunicano con tutti…
Dopo la segnalazione dell’evento organizzato da Emanuele Quintarelli, vi proponiamo oggi un altro interessante evento che si terrà il prossimo 8 Giugno.
L’evento si terra in Piazza Manfredo Fanti, 47, 00185 Roma, Italia. Ma sarà reso disponibile in streaming attraverso il sito ufficiale.
Per coloro che comunque volessero parteciparvi è possibile registrarsi in maniera del tutto gratuita attraverso l’apposito form del sito internet dedicato.
Ma che c0s’è Frontiers of Interactions? Come si legge sul sito ufficiale:
Frontiers of Interaction è un evento a nato attorno ai temi del design della interazione e che -da oramai cinque anni- è divenuto un appuntamento fisso per l’innovazione. Con il suo format inusuale che mixa musica, proiezioni e demo site, FoI è la casa degli “innovatori di fatto”: Talenti che si muovono trasversalmente a industria e accademia e che sono essi stessi early adopter di tecnologie abilitanti e gadgets informatici.
L’evento è del tutto gratuito e le registrazioni, effettuabili direttamente dal sito ufficiale, saranno possibili sino ad esaurimento posti.
Si terrà il 3 Giugno 2009 presso l’Auditorium Assolombarda, via Pantano 9 - Milano.
Sicuramente un appuntamento interessante, da marcare sul calendario.
La partecipazione di aziende e il respiro internazionale del forum, lo rendono sicuramente uno degli eventi di punta, non solo d’Italia, ma di tutta Europa sul tema Enterprise 2.0.
Mi raccomando: nel caso partecipiate non mancate di segnalarci le vostre impressioni!
Patterns and challenges in the evolution of immersive entertainment, virtual worlds and the 3D Web.
Also, all the wrongest things you could possibly say at a virtual worlds conference.
Il ritratto che viene fatto di Facebook (e degli altri SNSs) è il solito: qualunquista e poco informato.
Lo stato dell’arte in Italia è questo purtroppo. Ci si domanda se e come le cose cambieranno e se e quando le persone cominceranno a documentarsi a dovere e ad intere i SNSs per quello che sono: degli eccellenti strumenti comunicativi.
Il vero problema nell’uso di questo “media” è sempre il solito: perchè l’uso sia corretto è sempre necessaria una formazione alla tecnologica, una maturazione di consapevolezza che vada oltre l’utente medio.
Il “nostro” Daniele Frongia terrà una serie di incontri all’interno della nuova edizione del FORUM PA (Roma, Nuova Fiera di Roma, 11-14 maggio).
Gli incontri avranno come tema il rapporto tra Web 2.0 e statistica: quali sono gli strumenti che il Web 2.0 mette a disposizione della statistica per produrre soluzioni innovative di ricerca e analisi dati?
Con il termine Web 2.0 si indica lo stato di evoluzione attuale di Internet. Il World Wide Web sta rapidamente diventando una piattaforma dove gli utenti usufruiscono di una maggiore interattività con le applicazioni e dove vi è un più proficuo dialogo tra chi produce contenuti e chi ne fruisce. Il Web 2.0 non è una rivoluzione tecnologica, ma certamente rappresenta un importante cambiamento culturale.
I servizi 2.0 più noti (YouTube, Wikipedia, Google, Flickr ecc) vengono utilizzati, solo in Italia, da oltre dieci milioni di utenti. E alcuni degli strumenti 2.0 costituiscono un’opportunità di innovazione anche per il mondo della ricerca, della statistica e quindi anche per l’Istat, che ha già iniziato ad adottare metodi 2.0 e soluzioni Enterprise 2.0 (analisi delle reti, wiki, servizi di condivisione online, mashup con Google Maps, servizi Google Enterprise ecc) e che nel prossimo futuro potrebbe aprirsi in modo nuovo ai consumer/producer di dati online.
L’esperienza di altri istituti di statistica, così come dell’OCSE e dell’UNECE, confermano che l’utilizzo di nuovi servizi online (Swivel, MapTube, Many Eyes, DataPlace ecc) può costituire un’ottima opportunità per rappresentare e diffondere le statistiche ufficiali raggiungendo un pubblico più diffuso, partecipe e motivato. Come dicono gli ideatori dell’ottimo servizio di visualizzazione Gapminder, è possibile scoprire la bellezza delle statistiche e rendere i risultati statistici, spesso noiosi e complicati, comprensibili, interessanti e divertenti! (dal sito del FORUM PA)